Se questo blog fosse un oggetto dimenticato in un qualche angolo della casa e io per qualche motivo avessi deciso di riappropriarmene, starei starnutendo come se non ci fosse un domani a causa della polvere. Ma per fortuna siamo su internet, il luogo magico in cui la polvere si può nascondere sotto i tappeti senza che nessuno lo venga a sapere!
Sono reduce da una giornata così stressante che ho deciso che sarei tornata qui su WordPress, così prima che io decida se comprare o meno UN UNICO pacchetto di sigarette destressanti il tabacchino sarà ormai chiuso.
Non sono esattamente un’amante del lunedì, quindi è di default un giorno abbastanza snervante e brutto, ma quando ci si mettono il lavoro e le persone, può diventare ancora più spiacevole.
È iniziata con un paio di email scoccianti (a parte due scambi su Acciobooks andati a buon fine, yay!), clienti che vogliono che rifaccia dei lavori solo perché hanno revisori bipolari che una volta vogliono seguire delle linee guida e la volta dopo ne vogliono altre e fenomeni oscuri della psiche umana di questo tenore.
Ma se anche si fosse abbattuta una palla da demolizione sul condominio in cui vivo, non sarebbe stato avvilente come avere a che fare con una persona in particolare. Costei, che per ovvie questioni di privacy chiameremo Gaglioffa*, è una delle peggiori calamità che sia capitata nella mia vita. Ho iniziato a dare ripetizioni d’inglese ai figli ben sei anni fa, quando disperata con la laurea nuova nuova e disoccupata avrei accettato anche di lavare le scale parlando in inglese. Ovviamente doveva essere un’occupazione temporanea, un anno o due, ma gli anni sono passati, un po’ ci si abitua, un po’ ci si accomoda e un po’ ci si sente in colpa a mollare un ragazzino prima degli esami e così arriviamo a oggi.
Solo che nel frattempo il lavoro l’ho trovato, sto studiando per averne ancora un altro, mi sono sposata e ho adottato un cane.
Morale della favola? Se negli anni passati ero sempre disponibile per qualsiasi richiesta, a volte accettate per mettere da parte un gruzzoletto per qualcosa di importante, adesso non ce la faccio più.
E non ce la faccio più sotto tanti punti di vista: i messaggi la domenica, i PowerPoint e le ricerche che dovrebbero fare da soli, fino ad arrivare alle richieste di fare i compiti in classe al posto loro.
Ma all’ennesimo no che sono stata costretta a dire oggi (perché sono così indietro con le scadenze di lavoro che di questo passo finirò solo nel giorno del trapasso), mi sono improvvisamente trasformata nella cattiva, con un messaggio fintamente carino su WhatsApp concluso con una frecciatina ad hoc.
Ovviamente dovrei dare molta poca importanza alla cosa, ma in un modo o nell’altro questo disagio mi è rimasto addosso. Se tutto va bene, la cosa peggiore che può succedermi è che finalmente decidano di sostituirmi. Sarebbe veramente un dono dal cielo. Finalmente il sabato potrei riposare e potremmo smettere di fingere di starci simpatiche.
In ogni caso ho imparato una cosa, ma l’ho imparata così bene che non me la scorderò mai più. Avete presente quando qualcuno vi racconta cose orribili su un’altra persona, elencando tutti i torti da lei commessi? Immagino che non crederò mai più a questi pettegolezzi senza prima aver accuratamente sentito l’altra campana.
Per questo lunedì è andata così, per fortuna è quasi finito 😌
*A quanto pare è un altro modo per dire “briccona”!






